Dopo un lungo periodo di inattività dovuto principalmente a problemi con il gestore dello spazio web (vi ricordate di Zymic? Ne parlai in uno dei primi post.. bhè fa schifo) ho deciso di provare questo altro spazio web gratuito, ospitato da www.000webhost.com, che offre più servizi ancora di Zymic ma pare più stabile e funzionante.
Cercherò di dare una svecchiata ai post dell’anno precedente e di aggiungerne di nuovi al più presto.
Buona navigazione!
febbraio 4th, 2009
Non mi sono dimenticato il punto interrogativo nel titolo, non ci va.
In questo articolo voglio spiegare perché ritengo che il nucleare in Italia non si debba fare.
Premetto che io di fisica mi ricordo poco dal Liceo, quindi quello che riporto in questo articolo è derivato da opinioni di esperti internazionali che si sono pronunciati in materia.
Carlo Rubbia, premio Nobel per la fisica, lavora al problema energetico dagli anni ottanta. In una intervista pubblicata su Repubblica sostiene che non esiste un nucleare sicuro, che io sappia l’Italia è per la maggior parte zona sismica e ancora non sappiamo se ad esempio l’ultimo terremoto in Cina abbia danneggiato o meno le centrali, mi chiedo: se ci fossero state centrali simili in Umbria nel 1997?
Rubbia sostiene (e non è l’unico) che l’Uranio basterà per 35-40 anni, mi chiedo se abbia senso mettersi a costruire centrali nucleari (che richiedono 8-10 anni per essere costruite) per farle funzionare per 30 anni e poi rimanere senza energia perché anziché investire su energie rinnovabili (che per definizione non si esauriscono) abbiamo investito tutto nel nucleare.
Non solo, Jeremy Rifkin, economista e consulente per le aziende su scala mondiale e noto soprattutto per il suo libro “Economia all’idrogeno”, in una intervista pubblicata sul blog di Beppe Grillo ha spiegato: Ci sono 439 impianti nucleari al mondo, oggi, che producono solo il 5% dell’energia che consumiamo. Questi impianti sono molto vecchi. C’è qualcuno in Italia o nel mondo che davvero crede che si possano rimpiazzare i 439 impianti che abbiamo oggi nei prossimi vent’anni. Anche se lo facessimo continueremmo a produrre solo il 5% dell’energia consumata, senza alcun beneficio per i cambiamenti climatici. E’ chiaro che perché ne avesse, dovrebbero coprire almeno il 20% della produzione. Ma perché la produzione di energia sia per il 20% nucleare, dovremmo costruire 3 centrali atomiche ogni 30 giorni per i prossimi 60 anni. Capito? Duemila centrali atomiche. Tre nuove centrali ogni mese per sessant’anni. Non sappiamo ancora cosa fare con le scorie. Siamo nell’energia atomica da 60 anni e l’industria ci aveva detto: “Costruite gli impianti e dateci tempo sufficiente per capire come trasportare e stoccare le scorie”. Sessant’anni dopo questa industria ci dice “Fidatevi ancora di noi, possiamo farcela”, ma ancora non sanno come fare.
Nel corso dell’intervista aggiunge anche che la Francia utilizza il 40% dell’acqua presente nel loro territorio per raffreddare gli impianti.
Sia Rubbia che Rifkin sostangono che le speranze per il futuro energetico debbano essere riposte nelle energie rinnovabili, che Rifkin giudica abbondanti in Italia e, infatti, si stupisce del fatto che non vengano utilizzate. Il modello globale di produzione dell’energia deve essere indirizzato a una microproduzione distribuita e basata sul sole, sul vento, sull’idroelettrico, sul geotermico. Le tecnologie ci sono già (consigliata anche la puntata di Report dedicata al modello energetico distribuito) bisogna solo decidere di inverstirci. Il nostro governo invece nel decreto legge del 25 giugno 2008 che precede la manovra finanziaria del 2009 ha già inserito all’articolo 7 tra i suoi intenti per lo sviluppo energetico la costruzione di centrali nucleari.
Riassumendo:
- Un fisico italiano di fama mondiale sostiene che da punto di vista tecnico non è sensato costrire centrali nucleari e ha sviluppato una forma di sfruttamento dell’energia solare, il solare termodinamico, molto più efficiente del fotovoltaico che però deve realizzare in Spagna perché in Italia non glielo finanzia nessuno;
- Un economista di fama mondiale sostiene che non è conveniente nemmeno dal punto di vista economico e a chi gli chiede consulenze consiglia di investire nelle rinnovabili.
- Per appoggiarci seriamente al nucleare bisognerebbe non solo costruire una infinità di centrali, ma rimpiazzare pure quelle che abbiamo già visto che sono ormai vecchie.
- Comunque l’Uranio finirà in fretta, senza possibilità di rimpiazzarlo.
- Per gli impianti nucleari serve un’enorme quantità d’acqua, che a quanto mi risulta in Italia non abbiamo, visto che ogni estate parte l’allarme siccità.
- Ancora non si sa cosa fare delle scorie.
- Siamo pieni di siti utili a raccogliere energia rinnovabile ma non li sfruttiamo.
- Ci sono già le tecnologie per distribuire la produzione di energia, ma per sfruttarle bisognerebbe ristrutturare la rete elettrica, ma non lo facciamo.
Invito chi avesse dei riferimenti a esperti riconosciuti che siano pro o contro la mia idea di lasciare il link nei commenti a questo post, a me pare che gli esperti mondiali siano abbastanza d’accordo, ma se qualcuno volesse citare pareri autorevoli contrari è il benvenuto.
luglio 23rd, 2008